FILOSOFICO

Con Paola Antonioli

COS’È?
La consulenza filosofica opera un lavoro di recupero dei significati impliciti che accompagnano sotto traccia parole, immagini associati a concetti e temi che toccano gli aspetti più importanti dell’esistenza. Lo spazio stratificato di questi rimandi semantici costitutivi di ciò che inconsapevolmente si pensa può essere liberato e messo in un circolo comunicativo che favorisce l’immaginazione e l’esercizio del libero pensiero.

Si tratta, in sostanza, di indirizzare la propria attenzione su temi ed esercizi facilitanti il piacere della libera interpretazione. Non si pensa in senso stretto al potere taumaturgico della parola, ma alla sua forza di rimescolare dispositivi di significato e di creare una sorta di spaesamento di fronte ad associazioni di pensiero inedite.
In questo senso, ho pensato di proporre questo lavoro ad un gruppo di donne. Nello specifico di indirizzarlo a chi nella propria esperienza di recupero deve sperimentare spazi di benessere emotivo imparando a liberarsi dall’aspetto giudicante del pensiero (Mindfulness).
Promuovere quindi l’obliquità dello sguardo per riannodare nuovi fili, disinnescandoli da trame di gioco rigide. È la socializzazione della filosofia, inserita in contesti dove abitualmente non entra a fungere da detonatore dell’esperienza.

OBIETTIVI
La finalità del progetto è nella creazione di uno spazio pensato come laboratorio esperienziale di ricerca condivisa. Nella storia di vita di molte donne, il cui passato è difficile, c’è una forte resistenza ad aprirsi a situazioni in cui possano avere un ruolo propositivo nella relazione. Considerando questo disagio di natura emotiva e cognitiva, si può lavorare su un doppio registro: la pratica cognitiva che funge da input al lavoro sull’immaginazione e di conseguenza sulle emozioni e la ricerca di gruppo, in cui è possibile sperimentare ruoli di responsabilità.

A questo riguardo è possibile prevedere che il ruolo attivo nella relazione comunicativa possa costituire uno strumento di ricerca individuale fondamentale nel cambiamento interiore. Ascoltare l’Altro è contemporaneamente ascoltare se stessi, riprendendo la riflessione di Platone che ricorda come guardare nell’occhio dell’Altro coincide con lo scoprire se stessi.
Si terrà inoltre conto di aspetti facilitanti e di altri che, al contrario, potrebbero inibire il lavoro. Nel primo caso il fattore positivo è costituito dalla dimensione piccola della struttura che, promuovendo la vita di comunità, fa sperimentare a donne di età diversa e con percorsi diversi momenti di incontro/dialogo nella vita quotidiana.

Per quanto riguarda, invece, i fattori ostacolanti, si può considerare la difficoltà a lasciarsi guidare dal gruppo, ad ascoltare se stessi per timore, diffidenza verso il consulente filosofico. E allora per sbloccare questo momento si può ricalibrare l’intervento con uno spazio propedeutico di lettura di un racconto o di una poesia scelto dal loro o proposto. E’ una modalità, quest’ultima, che consente di entrare in uno spazio non strutturato, in cui ci si prepara ad un lavoro guidato dal consulente.

METODOLOGIA
La pratica che vorrei proporre parte dalla suggestione evocata dal testo “Il Simposio” di Platone il tema che si offre per questo spazio è l’Eros, declinato in una molteplicità di significati, in toto afferenti alla riflessione sulla natura umana.